I misteri della morte di Roberto

All’alba di ieri il mare di Bari ha restituito un altro corpo, quello di un uomo di 60 anni, non ancora identificato, a poche ore dal ritrovamento, nelle stesse acque, del cadavere di un ragazzo, molto probabilmente Roberto Straccia, lo studente 24enne scomparso il 14 dicembre da Pescara. Nessun collegamento appare plausibile tra i due decessi, ma le indagini proseguono senza tralasciare alcuna pista. I familiari di Straccia sono tornati ieri nella loro casa di Moresco (Fermo) da Bari, dove il padre Mario, la madre Rita e la sorella Lorena hanno identificato gli abiti, le chiavi e l’iPod che Roberto aveva addosso quando faceva jogging, prima di scomparire. Per una conferma definita, però, si aspetta l’autopsia prevista tra domani e mercoledì. Intanto, così come i parenti diRoberto, l’intera comunità di Moresco respinge l’ipotesi del suicidio. «Noi non ci crediamo -dice il sindaco Amato Mercuri, dando voce a tutto il paese -, è un’ipotesi che, sì, rimane in piedi, ma che deve essere dimostrata». Alla Procura di Pescara rimane aperto un fascicolo per sequestro di persona. La pista del suicidio resta in piedi a causa di un episodio risalente al 2004, quando Straccia, all’ epoca 17enne, finì in ospedale per un avvelenamento e si pensò ad un atto di autolesionismo. -Dnews/Daria Simeone-