Silicone killer, è allarme in Francia e in Italia

Morire di cancro per colpa di una protesi al seno è possibile. In Francia è successo, tanto che l’autorità sanitaria ha deciso di richiamare 30.000 donne per permettere la rimozione delle protesi al seno considerate cancerogene. Le protesi incriminate sono di marca “Pip”(Poly implant prothese) di La Seyne-sur-Mer, nel sud del paese. Sono state costruite nel 2001 e contengono un gel non conforme, che può strapparsi e provocare, oltre a delle infiammazioni, anche i tumori. Nel 2010 è emerso, infatti, che la Pip contiene un silicone non medico, ma uno simile a quello industriale usato per sigillare le fessure dei rubinetti e delle docce. L’80% di queste protesi sono finite all’estero, 4-5mila su donne italiane, tanto che ieri il ministro della Salute, Renato Balduzzi ha convocato gli esperti del Consiglio superiore di sanità. In Italia l’allarme per le protesi a rischio era scattato lo scorso anno e già nell’aprile 2010, con una circolare, il ministero aveva invitato gli operatori sanitari a non usare tali dispositivi, dopo che il 30 marzo 2010 l’autorità francese ne aveva comunicato il ritiro. Nella circolare, il ministero della Salute invitava a «mettere in quarantena » le protesi Pip e a «segnalare eventuali incidenti». Il 15 dicembre Jean-Yves Grall, responsabile del ministero della Salute francese, ha confermatootto casi di cancro. Una settimana prima Edwige Ligoneche, 53 anni, è morta per le complicazioni di un linfoma al seno che si è infiammato a contatto con la protesi mammaria. Il legame tra il cancro e il silicone è stato accertato dai professori dell’Istituto Paoli Calmettes di Marsiglia, specializzato nella lotta contro il cancro. La magistratura francese, che ha ricevuto finora 2172 denunce, ha aperto un’inchiesta per «ferite e omicidio colposo». -Dnews/Pentimella Testa-