A Roma aumentano le cremazioni

Un’urna aperta, da cui fuoriesce sabbia di mare, con tanto di conchiglie e un granchietto. Mega cartelloni pubblicitari nella Capitale per reclamizzare la cremazione doc. In Italia il numero di cremazioni ha avuto una decisa impennata. Solo a Roma, secondo i dati Ama, ormai le cremazioni sono più del 50% delle tumulazioni (4.747 contro 8.913 nel primo semestre 2011), a fronte di un crollo delle più costose sepolture a terra: erano 4.031 nel 2009, per scendere a 3.798 nel 2010 e a 1.784 nel primo semestre di quest’anno. Una scelta forse favorita dalla crisi, che però dopo gli scandali su scambi di corpi e false cremazioni lascia qualche preoccupazione nei familiari, timorosi che nell’urna possano esserci ceneri di sconosciuti o addirittura sabbia. Come essere sicuri che nell’urna c’è proprio il nostro defunto? «Ormai il 40% dei servizi funebri che curiamo a Roma sono cremazioni, e la maggior preoccupazione dei parenti è il rischio di scambi di persona – spiega Daniele Taffo, uno dei titolari della ditta omonima, che invita i cittadini a pretendere la cremazione certificata – Questo anche perchè non è possibile assistere alla cremazione del defunto. Così abbiamo deciso di utilizzare un sistema brevettato, a prova di scambi o errori». Il sistema è semplice: si mette nella bara prima della sigillatura una placca numerata realizzata con un metallo resistente alle altissime temperature. La targhetta poi verrà consegnata insieme alle ceneri ai parenti, che potranno controllare la corrispondenza con la loro copia. «In questo modo – assicura Taffo – non ci sono rischi».