La Juve si rialza e torna in testa

La Juve piega la Fiorentina 2-1 e guarda di nuovo tutti dall’alto. Decide Matri, al terzo centro in quattro giorni. Non pervenuto l’altro Alessandro, Del Piero, alla sua quinta panchina consecutiva. Va ancora peggio a Krasic, relegato in tribuna.
L’ex fondamentalista del 4-4-2 (o 4-2-4) Conte si scopre ottimo trasformista e vara un 4-3-3 molto convincente. Col nuovo abito da sera, la Signora a tratti è travolgente: più coperta dietro, più imprevedibile in attacco. La Juve verticalizza bene e trova nella Fiorentina uno sparring partner ideale: Cerci e Vargas deragliano, Jovetic si fa imbavagliare da Barzagli. Il più volenteroso è Behrami, ma non basta. La Juve crea tantissimo ma concretizza poco. Ben dodici occasioni (a zero) nel primo tempo, addirittura cinque targate Vucinic. Che, però, sbaglia tutto e prenota una convergenza ai piedi. Pepe si fa ipnotizzare due volte da Boruc; Matri non trasforma un paio di palle non facili; e allora ci pensa Bonucci, con la complicità del portiere viola che lo invita a un comodo tap-in. «Nel primo tempo non abbiamo avuto personalità e ci hanno presi a pallonate», dirà alla fine Mihajlovic la cui panchina resta traballante.
Il copione si ribalta in avvio di ripresa: dopo due zuccate di Jovetic e Gilardino, la Fiorentina trova l’1-1 con un bellissimo destro a giro del montenegrino. E’ il primo gol segnato dai viola lontano da Firenze, ma il pari dura solo sette minuti: Pepe apparecchia per Matri che non sbaglia. Nel finale il bell’Alessandro sfiora due volte il bis, Conte alza una trincea a cinque, prima che cali il sipario sul match. «La Fiorentina ci ha puniti alla prima occasione ma abbiamo avuto forza, personalità e cattiveria per reagire. Stiamo crescendo e adesso sabato l’Inter», sorride Conte. -Leggo/Ormezzano-