Confiscato “l’Atleta”di Lisippo

L’hanno chiamata addirittura “Getty Bronze”, ma la statua bronzea dell’Atleta Vittorioso, attribuita allo scultore greco Lisippo deve essere confiscata «al Getty Museum o ovunque essa si trovi». E ritornerà in Italia. Forse. È questa, intanto, la decisione del gip del Tribunale di Pesaro Lorena Mussoni. La Fondazione Getty ha già annunciato che farà ricorso in Cassazione. La scultura, il più importante bene archeologico conteso fra Italia e Usa, era stata ripescata nel 1964al largo di Fano (Pesaro Urbino), forse in acque internazionali, ed era poi finita dieci anni dopo al Paul Getty Museum di Malibu. La sentenza del gip ne dispone la confisca con ben 37 pagine di motivazioni che vorrebbero metterela parola“fine” a 46 anni di contese e misteri. La scultura, infatti, venduta dai pescatori che la trovarono per tre milioni e mezzo di lire, rappresenta un vero giallo di archeologia subacquea che ha per protagonisti antiquari, sacerdoti, contrabbandieri e che è passata per 4 processi, senza nessuna verità giudiziaria. Va detto cheil braccio di ferro tra Italia e Getty ha già portato alla restituzione di 40 capolavori esportati illegalmente. La trattativa per il Lisippo era stata sospesa in attesa del giudizio del tribunale italiano. Il museo californiano ha sempre sostenuto che non ci sarebbero prove dell’appartenenza all’Italia, ma poi la vicenda è approdata al tribunale di Pesaro per un esposto presentato nel 2007 dall’associazione Le Cento Città per violazione delle norme doganali e contrabbando. Ora, ha annunciato l’avvocato dello Stato Maurizio Fiorilli, «il governo italiano riprenderà la trattativa e se non ci sarà un esito positivo faremo causa in America ». «Grande soddisfazione» del ministero dei beni culturali che auspica «ora un’approfondita riflessione da parte del museo statunitense ».