G8, appalti e sesso Bertolaso: «Infamia»

«Una cosa megagalattica a base di sesso». Ma anche una semplice «ripassatina». Era il sesso uno dei modi in cui Diego Anemone (arrestato) avrebbe corrotto Guido Bertolaso (indagato insieme ad altre 40 persone) per ottenere favori negli appalti di alcune Grandi Opere. La ricostruzione del gip di Firenze vede l’imprenditore romano nelle vesti di organizzatore una «mega festa» per il capo della Protezione civile subito dopo averlo incontrato nel settembre del 2008. E ancora: «Se Francesca potesse… Io verrei volentieri… una ripassatina», avrebbe detto Bertolaso al gestore del Salaria sport village di Roma, Simone Rossetti. Chi è Francesca? Una ragazza mora, «quella del beauty». Fonti interne dicono che non sarebbe un’impiegata del Salario. Ma c’è dell’altro. Anemone chiedeva di incontrare don Evaldo Biasini, missionario della congregazione del Preziosissimo Sangue (convento romano nel quale l’imprenditore stava eseguendo dei lavori), per ottenere dei soldi: in un’intercettazione del 23 settembre si parla di 50mila euro. «Incontri – scrive il giudice – finalizzati alla consegna di denaro al Bertolaso». Lui si trincera: «L’accusa è infamante. E’ un grosso equivoco. Sesso? Era fisioterapia». E gli appalti? «Sicuramente saranno stati commessi degli illeciti, ma io non li ho seguiti personalmente». L’opposizione invoca le dimissioni, il premier Berlusconi contrattacca: «I pm si vergognino. Tutte queste cose qui sono assolutamente non accertate, non vere come al solito». Nelle carte emerge anche il «cinismo» di personaggi che a pochi giorni dal sisma dell’Aquila pensano solo a come speculare sugli appalti: «Bisogna partire in quarta subito…non è che c’è un terremoto al giorno». Intanto sugli appalti alla Maddalena e di altri Grandi Eventi, per gli inquirenti, si allunga l’ombra della mafia. Oggi gli interrogatori. (Leggo.it)