Italia a rischio ritorsioni

Occhi puntati sulle moschee, dove verranno controllati i sermoni del venerdì e i movimenti di fedeli e imam. Ma sono sotto osservazione anche le numerose attività di matrice islamica in Italia. Il timore di attentati è concreto e cresce di pari passo ai richiami bellicosi di Gheddafi. Missili, armi chimiche e attacchi terroristici isolati sono le ipotesi. Lampedusa, colpita 25 anni fa da due Scud libici, sembra più al sicuro, oggi, ma non c’è la certezza che i missili a lunga gittata libici non possano più raggiungerla. Anche l’attacco chimico rimane un pericolo, anche se non ha trovato conferme la presenza di questo tipo di armi nell’arsenale del rais. Nelle città è già scattato l’allarme. A Napoli c’è stato un arresto eccellente nelle scorse ore. Altre città entrate nel mirino delle cellule terroristiche sono Roma (luogo della Santa Sede e di monumenti importantissimi), Milano (dove è forte la presenza islamica), Firenze, Venezia e l’intera Sicilia (qui c’è l’aeroporto civile di Trapani, ora chiuso, base di lancio dei raid aerei). I servizi segreti e l’antiterrorismo hanno potenziato il monitoraggio sui possibili obiettivi sensibili: ambasciate, voli aerei e dogane. A Roma è stata potenziata la vigilanza delle forze dell’ordine davanti alle sedi diplomatiche di Usa, Gran Bretagna e Francia: blindati presidiano inoltre l’ambasciata libica. Allerta potenziata anche all’aeroporto di Fiumicino e a Napoli, città sede del quartier generale delle forze Nato nel Mediterraneo (a Bagnoli) e del comando delle forze della marina statunitense (a Capodichino). Ma l’incubo diventa sudore freddo quando si riflette che a Madrid e Londra gli attentatori hanno colpito in metro e nelle stazioni ferroviarie. E la gente ha paura. -Leggo-