L’inferno nei cieli di Tripoli

Pioggia di missili e di bombe su Tripoli. Il Pentagono annuncia di aver lanciato 124 missili tomahawk. E sono tornati in azione anche i celebri B-2 Spirit, i bombardieri invisibili della Aeronautica militare americana. La contraerea libica ha risposto al fuoco. E nell’operazione Odyssey Dawn è entrata a tutti gli effetti anche l’Italia. Sei degli otto caccia bombardieri Tornado messi a disposizione della coalizione sono infatti decollati dall’aeroporto militare di Trapani-Birgi. Hanno portato a termine la loro missione di soppressione delle difese aeree sul territorio libico e sono tornati alla base. «Non siamo entrati in guerra, siamo impegnati in un’operazione autorizzata dall’Onu», ha precisato il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Ma c’è preoccupazione per possibili ritorsioni contro l’«Italia traditrice», come l’ha bollata Muammar Gheddafi.
Nel suo super-bunker, il raìs non molla. Attraverso alcuni esponenti del governo annuncia un cessate il fuoco immediato dalle 21 di ieri, ma la Casa Bianca è sicura: «Non lo sta rispettando». Prima, in tv, aveva definito l’attacco alla Libia «una nuova crociata contro l’Islam», minacciando: «Sarete sconfitti come già in Iraq, in Vietnam e in Somalia, come vi ha sconfitto Bin Laden. Siamo pronti a una guerra». Nel frattempo le forze del regime hanno attaccato Bengasi: 90 i morti nella roccaforte dei ribelli, dove però, secondo la Casa Bianca, i raid hanno evitato una castrofe ben peggiore. Il Pentagono fa sapere che non ci sarà una «caccia a Gheddafi», ma a Tripoli è stata colpita la zona in cui si trova il palazzo del raìs, distruggendo un edificio amministrativo. I raid, criticati dalla Lega Araba, avrebbero permesso di neutralizzare le difese antiaeree di Gheddafi. Secondo l’ammiraglio statunitense Mike Mullen, la no-fly zone è stata di fatto imposta sui cieli libici, senza perdita di civili. La tv di Tripoli sostiene invece che nei bombardamenti sono già morti 48 libici.
Intanto a poche miglia dalle coste libiche, a Lampedusa, la situazione è esplosiva: oltre quattromila immigrati sono già sull’isola e si prevedono nuovi sbarchi. La popolazione si oppone alla tendopoli annunciata dal commissario straordinario Giuseppe Caruso. -Leggo-