Morandi stasera apre il Festival: pronto a pagare se va male

Siccome Sanremo sarebbe ancora il Festival della musica, il giorno prima dell’apertura ufficiale si tenta di parlare di canzoni. Però il fuoco è tutto su Belén Rodriguez ed Elisabetta Canalis. «Sarà il nostro Festival, non quello di Fabrizio e George», il coro delle due showgirl che tirano fuori gli artigli in difesa di Corona e Clooney. «Non c’è stato nessun divieto nei confronti di Fabrizio – chiarisce la Rodriguez che tra l’altro avrebbe litigato col compagno domenica sera – Poi lui, anche se non è sul palco, è sempre con me. Mi seguirà da casa». Le fa eco Elisabetta: «Spero il mio fidanzato abbia il tempo di vedermi, lui non verrà sicuramente qui». Ma le due more fanno anche un passo indietro. E quasi quasi scivolano. «Io non avrei preso parte alla manifestazione – dice Elisabetta in riferimento a Se non ora quando? – secondo me non c’era bisogno di farla. Credo che il significato della manifestazione non vada messo in luce o gridato il giorno della manifestazione, è una cosa che dovrebbe esserci sempre». Possono fare «tutte le manifestazioni che vogliono – la palla passa a Belén – ma le donne senza valori ci sono in Italia e da tutte le parti. È dalla base che bisogna correggere la situazione. Anche gli uomini non hanno valori». Ci sarebbe poi un tale di nome Gianni e cognome Morandi che avrebbe delle cose da dire. «Gli artisti italiani non dovrebbero più avere un atteggiamento snob nei confronti di Sanremo, che invece può essere sfruttato dall’industria musicale per vendere dischi». Il festival di Sanremo «dovrebbe essere considerato come il festival di Venezia e di Cannes, e diventare una grandissima mostra della canzone italiana». Per Morandi, anche l’assenza dei superospiti italiani decisa quest’anno per non mettere in difficoltà i Big, «è un blocco che andrebbe superato». E ancora: «L’industria del disco dovrebbe trarre da Sanremo un grande vantaggio, una grande spinta. Più artisti e canzoni buone ci sono, più questo aiuta il mercato della musica. Il Festival non dovrebbe fare paura, molti sono partiti da qui e da Sanremo hanno avuto tanto e poi se ne dimenticano, e poi lo usano». Capitolo audience: «Il discorso ascolti è difficile – mette le mani avanti Morandi – perché abbiamo concorrenza quest’anno e gli italiani ora con tanti canali sono abituati a farsi il proprio palinsesto. La Rai non vuol vincere 1-0 ma 4-0, sono pronto a fare autocritica, se faremo un pessimo ascolto, ci prenderemo gli schiaffoni e ce ne torneremo a casa». Sul fronte ospiti, il budget è bassissimo ma il direttore artistico Mazzi dice di aver «invitato Benigni, però gli artisti a questo livello devono essere convinti dell’idea che portano. Stiamo dialogando su un’idea ma sembra che non sia ancora a fuoco, sarebbe un’idea per i 150 anni dell’Unità d’Italia». E Fiorello? «L’abbiamo invitato – conferma Mazzi – lo fa parte di quegli artisti che hanno bisogno di riflettere su quello che vanno a fare, devono lasciare il segno, e vogliono giocare sul fattore sorpresa. Ma noi ci speriamo». Sicuri invece Andy Garcia, Fabio Cannavaro, Robert de Niro e Monica Bellucci, e popstar come i Take That con Robbie Williams, Avril Lavigne ed Eliza Doolittle. Chiusura sul televoto. «D’intesa con l’Antitrust e l’Agcom nelle serate di venerdì e sabato in apertura delle operazioni di televoto, Gianni Morandi farà un invito all’attenzione e alla messa in guardia sul rischio che si corre nell’alterazione del voto con strumenti tecnologici. Potrebbe portare alla squalifica del cantante in oggetto», assicura il direttore di Raiuno Mauro Mazza. -Leggo-