L’Ex Enalc diventa hotel e scuola di formazione

Un nuovo albergo a tre stelle, ma con servizi da quattro e una scuola di alta formazione per operatori del turismo. Dopo oltre trenta anni di chiusura, a settembre 2012 riaprirà l’Enalc hotel di Ostia, fondato nel ’59 come polo formativo, acquisito dalla Regione nel ’72, chiuso tre anni dopo: dell’investimento se ne occuperà il gruppo imprenditoriale aderente a Confcommercio Roma, Cogeim, di proprietà dei fratelli Caporlingua. Gli imprenditori investiranno circa 3 milioni per la ristrutturazione dell’edificio e 2 per gli impianti e l’avviamento delle attività. Altri cinque milioni invece, del Fondo sociale europeo, saranno stanziati dalla Regione per finanziare le attività di formazione. Saranno formati circa 200 giovani all’anno che diventeranno in un biennio tecnici dell’ospitalità, esperti della ristorazione e esperti del marketing turistico. Ai corsi, gratuiti, potranno accedere ragazzi e ragazze fino ai 24 anni se privi si esperienza e fino ai 26 se già con un curriculum di due anni nel settore. Questo nel progetto attuale. Ma in 30 anni diversi i progetti che si sono susseguiti e non sono mai andati in porto. Su questo aspetto la governatrice Polverini ha voluto essere chiara: «È la prima volta che lo inauguro e non voglio accodarmi a chi fa inaugurazioni per il gusto di farlo. Noi ci crediamo e la Regione vigilerà affinchè accada». «Quando torneremo qui sarà per aprirlo»,ha assicurato l’assessore al Lavoro della Regione, Mariella Zezza che ha aperto la polemica sull’affitto dell’edificio: «Ci sarebbero canoni non pagati», ha detto l’assessore, riferendosi a possibili inadempienze da parte della Provincia di Roma nei confronti della Regione in merito all’uso di una parte dell’Enalc Hotel di Ostia. Palazzo Valentini da anni occupa alcuni locali dell’ immobile per ospitarvi il Centro provinciale di formazione professionale di Castel Fusano e per questo dovrebbe versare alla Regione un affitto. Ma il presidente della Provincia, che plaude al progetto di riapertura dell’Enalc, ha puntualizzato: «L’affermazione della Zezza è un errore come lo stesso assessore potrà rilevare leggendo la nota inviata dalla Provincia alla Direzione generale della Regione nel 2008». Precisa anche Nieri, capogruppo Sel: l’assessore Zezza dovrebbe sapere che la Regione deve alla Provincia ancora 584 milioni. Anche per questo le accuse a Palazzo Valentini sembrano incomprensibili.