Web, arriva l’azzardo libero. Rivoluzione per poker e casinò

Un azzardo da 6,5 miliardi di euro per un 2011 che vede l’esordio assoluto sul web italiano dei giochi da casinò telematici. La rivoluzione sta nel fatto che fino ad oggi il poker online era consentito solo nella modalità torneo. Questa “liberalizzazione” apre invece la strada alle partite di poker cash e casinò online sul web che partiranno in tarda primavera, appena sarà pronta la nuova infrastruttura informatica a cui dovranno adeguarsi i 70 concessionari. Roulette, blackjack, chemin e dadi saranno a portata di click, ma soprattutto da oggi il giocatore non dovrà più necessariamente partecipare a dei tornei o sit-go con un costo d’iscrizione ma potrà decidere di giocare i propri soldi contro il banco o contro altri avversari. Il prodotto di punta dei casinò online, le slot machine, dovrebbe essere inserito dai Monopoli di Stato solo in un secondo momento. A liberalizzare il mercato del gioco d’azzardo su internet è uno dei provvedimenti previsti dal cosiddetto “Dl Abruzzo”, approvato nel giugno 2009 a sostegno delle zone terremotate e appena pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale. La stima di raccolta per il solo poker cash è di circa 4 miliardi di euro, a cui si aggiungono i 2,5 miliardi che incasserà la vecchia modalità a torneo (per il quale è previsto un calo rispetto ai 3,1 miliardi del 2010). I ricavi per la filiera (escluse le tasse) derivanti dal poker cash, secondo la società di consulenza Mag, si stimano in circa 200 milioni di euro. Il 2010 si è già chiuso con risultati sorprendenti: 4,8 miliardi, +28,2% rispetto al 2009, mentre il 2011 – secondo l’agenzia Agipronews – potrebbe chiudere a 14 miliardi di euro, ovvero con un incremento del 190% sul 2010. Novità assoluta introdotta dai nuovi giochi è la tassazione applicata per il cash game. Per la prima volta l’imposta su questi giochi verrà trattenuta sulla raccolta al netto delle vincite pagate ai giocatori ed avrà un valore pari al 20%. La posta massima iniziale per giocare non potrà essere superiore ai 1.000 euro e ai giocatori sarà richiesto di fissare un limite massimo di spesa settimanale al momento dell’apertura del proprio conto di gioco. Il limite di spesa potrà essere pari a qualsiasi cifra, anche molto alta, e potrà essere ridotto in qualsiasi momento. Invece per alzare il limite si dovrà attendere una settimana,per cercare di ridurre il fenomeno della dipendenza dal gioco d’azzardo. Per il poker in forma di torneo e per gli altri skill games, l’iscrizione ad ogni sessione rimane invece inferiore a 250 euro e la percentuale riservata alle vincite non può essere inferiore all’80% della raccolta, al netto dell’eventuale parte destinata a jackpot. La tassa, in questi casi, resta quella vigente: il 3% della raccolta. Altri paletti normativi. Oltre ai limiti di puntata fissati dal decreto, viene anche richiesta, ai concessionari, la garanzia di “integrità, affidabilità, sicurezza, trasparenza, correttezza e tempestività del pagamento delle vincite”. Inoltre verrà garantita la tracciabilità dei dati relativi alle sessioni svolte ed i licenziatari dovranno adottare le misure necessarie a permettere l’accesso dell’Amministrazione alle informazioni relative alle attività svolte. Tra gli obblighi del gestore quello di garantire ”l’esclusione dall’accesso al gioco da parte di minori”.