Presi i pusher della ragazza morta nel bosco

Secondo la Procura di Perugia la morte di Elisa Benedetti è avvenuta per assideramento come ha confermato anche l’autop – sia ma è da tre giorni che gli inquirenti che indagano su questo caso danno la caccia agli spacciatori che quella sera hanno venduto alla giovane centralinista di Città di Castello delle droghe il cui mix, se non fatale, è stato forse determinante per causarne la morte. Ieri il cerchio si è chiuso, almeno per ora, con l’arresto di due tunisini e un italiano. Ai tre che sono stati portati nella caserma di via Ruggia a Perugia dopo essere stati prelevati nel capoluogo è stato contestato il reato di cessione di sostanze stupefacenti nell’ambito del secondo fascicolo aperto in procura in seguito alla morte della ragazza. Le indagini dei carabinieri, coordinate dal pm Antonella Duchini, sulla base di varie testimonianze e di altri accertamenti si erano indirizzate fin da subito su alcuni presunti spacciatori che operano sulla piazza perugina e che avrebbero fornito ad Elisa sostanze stupefacenti, probabilmente anche ecstasy triturata, spacciata come eroina, i cui residui sono stati trovati nell’auto. Saranno i risultati degli esami tossicologici eseguiti sul cadavere della giovane a dare una risposta precisa sulla possibilità che l’assunzione di alcol e droghe possa aver agito da concausa per la morte. «Mi hanno drogata e fatta bere, sono al buio, ho paura e la macchina si è fermata», aveva detto Elisa, disperata e sconvolta, nell’ultima terribile telefonata al 112 delle 2.07 di sabato 30 gennaio. È stata l’amica, Vanessa Coltrioli, inoltre, a confermare agli investigatori che sabato sera lei ed Elisa hanno acquistato sostanze stupefacenti nel centro storico, fornendo anche il nome e il numero dello spacciatore che incontrarono nell’acropoli.