«Mi hanno stuprata». E scompare

«Abbiamo bevuto qualche aperitivo di troppo, sono preoccupata per la mia amica». L’amica in questione è una venticinquenne di Città di Castello, scomparsa sabato notte dopo aver telefonato ai carabinieri per dire di essere stata violentata. La sua auto, una Punto con la portiera del guidatore ammaccata, è stata ritrovata ieri mattina, vuota e abbandonata, in un fondo semi boscoso in riva ad un torrente a Civitella Benazzone, a quindici chilometri dal capoluogo umbro. Le due ragazze avevano trascorso la serata in un bar di Ponte Rio, alle porte di Perugia, in compagnia di alcuni ragazzi nordafricani, probabilmente conosciuti in quell’occasione. Quindi, considerata finita la serata, si sono rimesse in macchina e, a pochi chilometri di distanza, verso le due di notte, sono state coinvolte in un lieve incidente. Da qui, il giallo. Una delle ragazze, scesa per constatare i danni, ha visto l’amica, inspiegabilmente, allontanarsi al volante. E’ lei a chiamare i carabinieri preoccupata da quel comportamento e dai bicchieri di troppo. Pochi minuti dopo, i carabinieri ricevono una seconda telefonata. La ragazza, oggi scomparsa, dice «mi hanno violentata» e racconta di essere rimasta bloccata, perché la sua auto si è impantanata. Poi più nulla, il telefonino, che nel frattempo si è scaricato, è stato ritrovato nell’auto. La versione delle ragazze – l’essersi allontanate sole da Ponte Rio – sarebbe stata confermata dagli avventori del bar e dagli stessi ragazzi nordafricani. Carabinieri e Vigili del fuoco sono stati impegnati tutta la notte nella ricerca della ragazza, senza però impegnare, al momento, i sommozzatori.