Pressioni su Misseri dalla figlia Valentina

I giudici del Tribunale del Riesame ieri si sono riuniti per discutere della scarcerazione di Sabrina Misseri, la ragazza accusata di aver partecipato insieme al padre all’omicidio della cugina Sarah Scazzi. La decisione sarà assunta tra 20 giorni. Tra i documenti consegnati dalla Procura ai giudici ci sono almeno un paio di lettere che Michele Misseri ha ricevuto in carcere dalla figlia primogenita Valentina. Per gli inquirenti le missive indicherebbero pressioni che Misseri avrebbe ricevuto per fargli cambiare versione dopo aver accusato la figlia Sabrina dell’omicidio della 15enne. Le lettere di Valentina erano tra quelle fatte sequestrare due giorni fa dalla Procura nella cella di Misseri e ricevute dall’agricoltore da quando è detenuto nel carcere di Taranto. Secondo l’avvocato Vito Russo, del collegio difensivo di Sabrina, il padre Michele «continua a non essere credibile». «Michele Misseri lo ha dimostrato – ha aggiunto il legale riferendosi all’inattendibilità dell’agricoltore – scrivendo una missiva a Sabrina e anche per il fatto di aver chiesto di essere sentito dai magistrato senza il suo difensore, come invece prevede il codice». In fase di udienza, la Procura di Taranto ha depositato anche una serie di verbali di testimonianze che retrodatano la presenza di Sarah in casa Misseri il 26 agosto scorso alle 14 circa, e non alle 14.30 circa come ipotizzato in un primo momento. Sul deposito di questi atti la difesa di Sabrina si è opposta ma l’eccezione è stata rigettata.