Udc, arriva la sfiducia al governo

Il gruppo Udc alla Camera, spiazzando tutti, ha presentato una mozione di sfiducia al governo. «È una strada obbligata, in coerenza con gli impegni presi-, ha spiegato il leader centrista Pierferdinando Casini, -se Berlusconi dovesse dimettersi prima sarebbe un gesto di grande intelligenza». Ieri, intanto, è stato stabilito che la Camera resterà chiusa da lunedì 6 dicembre sino alle ore 16 di lunedì 13 dicembre, quando riaprirà per discutere sul voto di fiducia al governo. Contrarie le opposizioni, perché così, lamentano Pd e Udc, slitta tutto ciò che era in calendario, tra cui la mozione di sfiducia al ministro Sandro Bondi. «È una decisione che ha ragioni politiche» secondo Dario Franceschini (Pd). «La verità è che il Pdl è preoccupato di affrontare l’Aula», ha aggiunto Gian Luca Galletti dell’Udc. «Basta con le polemiche inutili e le chiacchiere – ha ribadito Silvio Berlusconi-, continuerò a lavorare per realizzare il programmadi governo» ha assicurato in un messaggio inviato al sito Forzasilvio. it citando «importanti successi in politica estera», la soluzione della nuova emergenza rifiuti di Napoli, e l’approvazione alla Camera della riforma Gelmini. «Lasciamo agli altri gli agguati di palazzo. Se il 14 dicembre non avremo una forte e consistente fiducia» si andrà al voto ha poi scritto nel sito. È ottimista anche Umberto Bossi: «Il 14 dicembre avremo tranquillamente la fiducia» – ha detto, e riferendosi a Fini e Casini: «Ognuno sceglie di morire come vuole». Non è invece altrettanto sereno il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta che, rispondendo al presidente del comitato per i 150 anni dell’Unità d’Italia Giuliano Amato sul giorno fissato per le celebrazioni, il 17 marzo 2011, ammette: «Per ora dobbiamo capire cosa succederà il 14 dicembre». E se Casini continua a dichiararsi contrario alle elezioni anticipate, i futuristi restano in attesa di risposte. «Fini – ha detto l’ex ministro Ronchi – ha messo sul tappeto una nuova agenda per l’economia e un’apertura sulla legge elettorale. Aspettiamo ». Anche il segretario del Pd Pierluigi Bersani ha ribadito la “road map” indicata da tempo: «Abbiamo bisogno di un passaggio che ci porti fuori dalla palude del Berlusconi sì ono,ungoverno di responsabilità istituzionale che dia un futuro all’Italia. Se no si va avanti così, al voto su Berlusconi sì o no».