Rabbia per Wikileaks: «Solo falsità»

La tempesta Wikileaks che domenica si è abbattuta su tutto il mondo, avrebbe già fatto danni irreparabili tanto che Holder, ministro della giustizia Usa, ha annunciato l’avvio di indagini penali. «Non accadrà mai più» ha detto il segretario di Stato americano, Hillary Clinton, ribadendo la «profonda condanna e la linea dura» nei confronti di Julian Assange. Proprio lei è una delle “vittime” delle rivelazioni poiché avrebbe chiesto di spiare i funzionari Onu e lo stesso Ban Ki-moon. Una nota giunta dal Palazzo di Vetro ha chiesto il rispetto degli accordi internazionali: «L’Onu è un’organizzazione trasparente e si fonda sul rispetto da parte degli Stati membri della sua immunità». Ha scelto, invece, di minimizzare il premier Silvio Berlusconi che, insieme ad altri leader è uscito malconcio dalla pubblicazione dei file: «Non guardo a quello che rivelano funzionari di terzo o quarto grado, e che vengono riportate dai giornali di sinistra» ha commentato, riferendosi al giudizio che ha dato di lui Elizabeth Dibble, numero due dell’Ambasciata Usa in Italia. «Vanitoso e incapace», ma anche «troppo stanco» a causa dei «festini selvaggi» a cui partecipa. Berlusconi da Tripoli si è detto sicuro di non frequentare festini. Anzi, c’è da chiedersi «chi paghi le ragazze che parlano di me». Dall’Italia il ministro Frattini ha alzato nuovamente i toni: «Wikileaks vuole distruggere il mondo» ha detto ieri, auspicando che la magistratura italiana faccia la sua parte per punire il sito pirata. Ma la Procura di Roma ha chiarito che nessun fascicolo sarà aperto finché non verrà pubblicato un documento del governo italiano “riservato”.