Fini sfiducia il governo

Esperienza conclusa. Per Generazione Italia, il movimento vicino a Futuro e Libertà, questo governo è giunto al capolinea. Sul proprio sito l’associazione pubblica una «lettera di sfiducia» indirizzata al premier Berlusconi, accusato di aver «presieduto l’esecutivo come un suo feudo personale». Parole dure, le stesse che Bossi usò nel ‘94 togliendo la fiducia al governo Berlusconi e determinandone la caduta. I futuristi accusano il presidente del Consiglio di aver ignorato «i patti che richiedevano la netta separazione tra gli interessi personali dal Capo del Governo e la sua funzione di altissimo Pubblico Ufficiale» e fanno un lungo elenco di «promesse non mantenute». Poi, sempre prendendo in prestito le parole del Senatur, chiudono: «Lo Stato non è lei! E dopo di lei non c’è il diluvio! Onorevole Presidente, Lei non è l’uomo della provvidenza, tutt’altro!». Uno scherzo, diranno poi i finiani «per replicare alle accuse di tradimento che ci vengono da Pdl e Lega Nord». Ma la voglia di scherzare, nella maggioranza, non è molta e le repliche alla missiva pubblicata online sono durissime. «Un calcio dell’asino, nulla di più – dice il portavoce Pdl Capezzone – gli italiani giudicheranno questo comportamento. Non credo che tanti deputati vorranno seguire la linea dettata dai pasdaran finiani, ormai persi in una deriva estremista». I futuristi sembrano tentati dal governo di responsabilità nazionale, suggerito da Massimo D’Alema, che includa anche Udc e Pd. «D’Alema ha ragione – gli fa eco Italo Bocchino, capogruppo Fli alla Camera – Berlusconi, una volta caduto, dovrebbe convincersi di questa necessità».