Bufera su Berlusconi: «Festini selvaggi»

Ci si attendeva un terremoto. E terremoto è stato, e ha scosso i rapporti tra le diplomazie gettatando una luce tragicomica su molti leader internazionali. Putin, Gheddafi, Karzai, ma anche Silvio Berlusconi. Per gli Usa il presidente del Consiglio è un politico «vanitoso, debole e incapace», fiaccato dalle frequenti lunghe nottate e l’inclinazione ai party». Lo rivelano i documenti di Wikileaks. Julian Assange ha vinto ancora. I 250 mila file inviati a Washington dai diplomatici Usa in 270 Paesi hanno visto la luce. A nulla è servito l’attacco hacker che ha bloccato il sito. La scossa si è propagata lungo le dorsali digitali del grande giornalismo internazionale. New York Times, Guardian, Der Spiegel, Le Monde, El Paìs hanno pubblicato i file, di cui l’Italia è tra protagonisti principali. Gli Usa si dicevano preoccupati per l’intesa tra Eni e Gazprom su Southstream, il gasdotto che collegherà Russia e Ue, e la «assai cordiale relazione tra Vladimir Putin e Silvio Berlusconi» sulla quale si informò la Clinton in persona. Il New York Times riporta documenti che parlano dei «regali sontuosi», dei vantaggiosi contratti energetici e di un «misterioso» intermediario russo-italiano. Così Berlusconi «sembra il portavoce di Putin» in Europa e mentre Putin gode di una supremazia su tutti gli altri politici in Russia, Berlusconi è ostacolato dalla burocrazia che ignora i suoi editti. Se Putin è «Alpha Dog», il maschio dominante, Berlusconi si fa notare per i «festini selvaggi» di cui è protagonista. Gli Usa lo dipingono come «vanitoso e incapace», un leader «fisicamente e politicamente debole» le cui «frequenti lunghe nottate e l’inclinazione ai party non lo fanno riposare a sufficienza». Firmato Elisabeth Dibble, l’incaricata d’affari americana a Roma. «Ci rido sopra», ha commentato ieri notte il premier. Ancora: il leader afghano Karzai è «paranoico» e il suo fratellastro traffica in stupefacenti», il presidente francese Sarkozy è «un imperatore nudo» e non gode della stima degli Usa. Una luce tragicomica illumina Muammar Gheddafi, con cui Berlusconi vanta rapporti privilegiati: il leader libico «usa botox ed è ipocondriaco» e non gira mai «senza la sua voluttuosa infermiera bionda». Mentre per il ministro degli Esteri, Franco Frattini, le rivelazioni di Wikileaks sono «l’11 settembre della diplomazia mondiale», Washington condanna la diffusione dei documenti, ma non può nascondere l’imbarazzo: il Dipartimento di Stato Usa nel luglio 2009 ordinò di spiare i vertici delle Nazioni Unite, compreso il segretario generale, Ban Ki-moon.