Gianna Nannini: ho partorito Penelope con due spinte

E alla fine è nata. Penelope Nannini ha pianto per la prima volta ieri mattina, poco prima di mezzodì. È nata alla clinica Madonnina di Milano, dopo un parto naturale durato pochissimo, come ha raccontato il medico che l’ha fatta venire alla luce. «Ci sono volute solo due spinte», ha rivelato. Il tutto, alla fine di una gravidanza che definire mediatica è poco. Perché se è vero che le prime immagini della Gianna nazionale col pancione sono state pubblicate su “Vanity Fair”10 giorni fa, è anche vero che di questa gravidanza si è parlato su tutti i giornali. Da quando, quest’estate, è stata paparazzata con pancione e salopette a spasso per Londra. Due chili e mezzo e «una pettinatura rock che è la copia esatta della mamma», ha detto il ginecologo Enrico Semprini. Una bambina, Penelope, nata da una madre-nonna: la cantante è nata, infatti, 54 anni fa. La neonata è venuta alla luce lo stesso giorno della mamma della rocker, Giovanna Cellesi. Un compleanno da condividere, quindi, per la bimba. Ma il nome, Penelope, quello non lo dividerà con nessuno. È solo suo. «Ti chiamerò Penelope perché m’hai aspettato tanto prima di nascere », ha scritto infatti Gianna alla sua bimba. Sulle pagine di “Vanity Fair”, appena due settimane fa. Il parto, per l’interprete di “Bello e impossibile”, è arrivato dopo tanti tentativi. E due aborti. Il primo nel 2001, dopo un mese di gestazione, a causa della fatica provocata dai 25 km della marcia Perugia-Assisi. Il secondo l’anno dopo, a tre mesi e mezzo dal concepimento. Sempre per la stanchezza. «Dopo due aborti consecutivi, non ho più voluto riprovare», disse Gianna ai giornalisti. Perché, se è vero che negli ultimi tempi ha scelto di fare vita defilata, è anche vero che fino all’anno scorso la Nannini dichiarava il suo desiderio di maternità. «A un figlio ci penso da 20 anni», diceva nel 2008, sempre sulle pagine di Vanity. Quando probabilmente era già in cura per restare incinta. Il dottor Semprini, infatti, ha negato che alla base della gravidanza ci sia stata un’ovodonazione. E ha sottolineato che Penelope è stata concepita dopo «un lungo percorso di cure ormonali». «Per mettere al mondo un figlio bisognerebbe almeno prendere la patente. Non capisco come sia possibile che per guidare l’auto, la barca o il motorino serva un attestato d’idoneità, e per essere genitori no», si chiedeva Gianna, nella lettera pubblicata su “Vanity”. Sulla cui copertina provocava in jeans, pancione in bella vista e t-shirt con la scritta «God is a woman ».Ovvero,Dioè donna. Già ieri sera, apocheore dal parto, la rocker girava per i corridoi della clinica con la bimba in braccio, in attesa di allattarla. E di iniziare la promozione del nuovo album, in uscita l’11 gennaio. Intitolato “Io e te”e dedicato a Penelope. Insomma, un perfetto lancio discografico.