Wikileaks fa tremare il Pentagono

Scrivevano informative piene di dati e commenti sui governi di tutto il mondo, convinti che non sarebbero mai usciti dalla mura del Dipartimento di Stato. Invece quei rapporti, vergati nel corso di anni dai diplomatici statunitensi, stanno per essere riversate a migliaia sul web. L’amministrazione Obama sta avvertendo i vari governi e si prepara allo «scenario peggiore». Wikileaks ha colpito ancora. Sulla guerra in Iraq Julian Assange e i suoi avevano pubblicato circa 400mila file riservati, che avevano scoperchiato la cattiva coscienza degli Usa. L’impatto delle nuove rivelazioni – che già oggi potrebbero finire in rete – potrebbe essere addirittura maggiore: secondo indiscrezioni, i documenti riferirebbero di accuse di corruzione nei confronti di governi e politici stranieri. Incidenti diplomatici tra Washington e i governi di Russia, Afghanistan e molte delle ex repubbliche sovietiche sono all’orizzonte. «Non sappiamo cosa sarà pubblicato – ha spiegato il portavoce del Dipartimento, Philip Crowley – ma sappiamo che Wikileaks è in possesso di file del Dipartimento di Stato». Da quel poco che trapela, si tratta di messaggi e comunicazioni interni alla diplomazia, «comprese discussioni che abbiamo con responsabili governativi e con cittadini privati». Per il Pentagono i dispacci del Dipartimento di Stato che Wikileaks sta per rilasciare, si legge in una nota inviata al Congresso, «comprendono una gamma enorme di delicati problemi di politica estera» e sono già al vaglio dei quotidiani «New York Times, Guardian e Der Spiegel». Il mistero sul reale contenuto delle rivelazioni rimane fitto, ma la questione potrebbe coinvolgere anche il nostro Paese. Ci sarebbero anche i «segreti Italia-Usa» tra i nuovi documenti. Secondo il quotidiano Il Tempo, «anche i report dell’ambasciata di Roma rischiano di essere svelati da Wikileaks».