Pensionati rovinati

Pensionati in bolletta. Uno su due vive in condizioni economiche disagiate. Rispetto a dieci anni fa, un crollo. Anche delle aspettative. Se nel 2000 buona parte dei pensionati pensava di poter progettare con tranquillità gli anni delle propria vita verde, nel 2010 un over 60 su tre guarda al futuro «con timore e vede avvicinarsi tempi ancora peggiori». Per il 32% dei pensionati italiani l’assegno dell’Inps non basta per arrivare a fine mese e per condurre una vecchiaia dignitosa. I dati – emersi da una ricerca della Cna sulle condizioni di vita degli anziani, realizzata da Swg – sono ancor più impietosi per alcune categorie. Come per gli artigiani, il 70% dei quali vive in condizioni di povertà. E’ un lento ma inesorabile impoverimento, quello che stanno vivendo i senior italiani. Il 53% dei pensionati compresi tra i 60 e i 75 anni vive in una condizione di precarietà economica. Ma a destare preoccupazione sono anche le conseguenze psicologiche. Il futuro è visto sempre con maggior pessimismo: tre pensionati su quattro sono convinti, ad esempio, che l’Italia stia «regredendo» (dieci anni fa la sensazione era condivisa da meno della metà, il 47%). Addirittura l’81% degli over 60 pensa che «l’Italia stia smarrendo il senso e la capacità di costruire il futuro». I pensionati italiani si sentono abbandonati dallo Stato, ma non si rifugiano nel sistema previdenziale privato. Anzi, nutrono più di una diffidenza, se si pensa che nel 2000 oltre il 60 per cento dei pensionati vedeva con favore le pensioni private, mentre oggi la quota è crollata a poco più del 30 per cento. E diminuiscono anche quanti ritengono superato l’intervento dello Stato nei servizi pubblici e nel sistema pensionistico. La pensione, insomma, da rifugio della vecchiaia rischia di diventare il ricettacolo di tutte le insicurezze. Lo dicono gli stessi over 60, ma c’è da sospettare che siano d’accordo anche tanti precari e neoassunti che, in pensione, temono di non arrivarci mai.