Gli studenti occupano Palazzo Nuovo

La protesta studentesca torna a Porta Nuova: dopo mercoledì scorso, ieri pomeriggio gli studenti partiti da Palazzo Nuovo, dove era stata convocata un’assemblea di ateneo per decidere nuove misure di protesta contro il ddl Gelmini in discussione alla Camera, hanno bloccato nuovamente i binari per circa un’ora. Quattro convogli cancellati e una decina limitati sono stati il risultato, realizzando uno degli intenti di cui si era discusso in assemblea: portare il disagio degli studenti fuori dall’università. «Non protestiamo perché siamo dei rivoluzionari di professione – ha affermato Nicola Malanga, uno dei giovani in corteo – ma per manifestare la nostra contrarietà alle misure distruttive della riforma Gelmini e ai tagli insostenibili al diritto allo studio». Intanto poco prima – erano appena passate le 15 e l’assemblea era in corso da mezz’ora – nell’atrio di Palazzo Nuovo era risuonato l’annuncio dei ricercatori: «Saliamo sul tetto, come hanno appena fatto i nostri colleghi di Salerno e Milano». Un applauso degli studenti, durato alcuni minuti, li ha accompagnati mentre, armati di uno striscione che recitava “Riportiamo in alto l’università” e di una scala a pioli, il gruppo imboccava gli ascensori diretto al sesto piano. Così una trentina tra ricercatori, studenti e docenti dell’Università e del Politecnico si sono arrampicati sul tetto dell’edificio – in un secondo momento è stata scardinata per facilitare l’accesso una porta che permette di raggiungere direttamente il tetto – ricevendo dopo poco la visita di Giorgio Airaudo, componente della segreteria nazionale della Fiom. «Con lui abbiamo parlato del filo conduttore che unisce la nostra lotta a quella di molte altre categorie: il peggioramento delle condizioni di vita di tanti lavoratori», ha detto Alessandro Ferretti, uno dei ricercatori della Rete 29 aprile. Il loro programma è di rimanere sul tetto almeno fino a domani, mentre da ieri sera anche il resto del palazzo è occupato dagli studenti che, dopo il corteo, sono tornati in via Sant’Ottavio dove era in programma un’assemblea organizzativa.