La Merkel affonda l’euro

Il panico da contagio fa vacillare Eurolandia. La crisi irlandese e i timori di Angela Merkel hanno affossato l’euro, sprofondato a 1,3387 rispetto al dollaro, sui minimi da metà settembre. E le principali borse europee sono tornate indietro di 6 settimane, bruciando 81 miliardi di euro, tanti quanti richiesti per salvare dal crac, secondo le stime Ue, le banche irlandesi. Male anche Milano (-2,07 per cento). Il cancelliere tedesco ha definito «eccezionalmente seria» la situazione dell’euro, aggiungendo che l’Irlanda è causa di «grande preoccupazione», perché dimostra che la crisi finanziaria ed economica globale non è ancora finita. Parole in parte prevedibili: la Merkel deve convincere i tedeschi a compiere nuovi sacrifici per l’Irlanda, dopo quelli per la Grecia. Ma i mercati, già preoccupati dal monito del presidente della Ue, Herman Van Rompuy, non l’hanno presa bene. L’ostilità fra le due Coree ha fatto il resto, spingendo al rialzo dollaro e franco svizzero a danno dell’euro. Le vendite hanno interessato le banche, irlandesi e spagnole in primis: a picco Bank of Ireland (-22,88%) e Allied Irish Banks (-19,12%), mentre il premier Cowen prepara una manovra lacrime e sangue. Il mercato teme che la crisi di governo a Dublino, dopo l’ok alla manovra, possa portare al potere partiti ostili al piano di salvataggio di Ue e Fmi. E un’altra notizia allarmante per l’Eurozona è giunta dai negoziati in corso ad Atene sulla terza tranche del prestito: il Fondo monetario non esclude che occorra un nuovo prestito o quantomeno una proroga dei rimborsi. Le «turbolenze» nei mercati europei del debito spingono John Lipsky, capo economista del Fmi, a dire che la ripresa globale è «a rischio».