Rifiuti, l’ira di Berlusconi da Floris

«Siete prepotenti e mistificatori, le promesse fatte sull’emergenza rifiuti sono state mantenute». Così Silvio Berlusconi in una telefonata a sorpresa a Ballarò si è rivolto a Giovanni Floris. Intanto la maggioranza va sotto due volte alla Camera, con Fli che vota insieme alle opposizioni. «Siamo determinanti» dicono i finiani che poi votano insieme a Lega e Pdl contro le pregiudiziali di costituzionalità presentate dall’opposizione alla riforma dell’università. Un balletto che logora il premier, che richiama i suoi alla «sobrietà» e ad evitare «personalismi». Berlusconi prepara il contrattacco. Per il 12 e 13 dicembre, alla vigilia del voto di fiducia, programma una mobilitazione in tutte le città e una raccolta di firme a sostegno del governo. Intanto commissiona sondaggi per dare al partito un nuovo simbolo e un nuovo nome. Un voto, il premier, lo ha già riconquistato. Quello di Alessandra Mussolini, che incontra alla bouvette di Montecitorio il coordinatore Pdl campano, Cosentino e lo ringrazia per averla difesa contro la Carfagna con un bacio sulla bocca. In pochi così si accorgono che lo Stato non si è costituito parte civile nel processo di Firenze per la stragi mafiose del ‘93. Intanto dagli Usa l’ad di Fiat Sergio Marchionne sottolinea che negli Stati Uniti «si fa», in Italia «si parla».