Sabrina in cella « Potrebbe uccidere ancora oppure fuggire»

Pericolo di inquinamento delle prove, pericolo di fuga e quello che la giovane «commetta delitti della stessa specie per cui si procede». Sono queste le motivazioni principali della decisione del Tribunale del Riesame di Taranto che il 13 novembre scorso ha confermato la detenzione in carcere per Sabrina Misseri, accusata di concorso nel sequestro e dell’omicidio della cugina Sarah Scazzi, e a carico della quale sussistono “nutriti indizi di colpevolezza”. Il documento con le motivazioni, composto da una dozzina di pagine, è stato depositato ieri in tarda mattinata. Il tribunale del Riesame ha quindi condiviso l’impianto accusatorio della procura in udienza, e ha respinto anche tutte le eccezioni sollevate dagli avvocati difensori di Sabrina, che pertanto resterà in carcere, probabilmente trasferita a breve nella sezione femminile del penitenziario di Lecce. Il Tribunale ha sostenuto inoltre che il padre di Sabrina, Michele Misseri è credibile anche perché il solo movente dell’uccisione di Sarah è quello della gelosia che Sabrina nutriva per Ivano Russo, il cuoco che temeva di perdere proprio a causa della cugina 15enne. I giudici hanno quindi scartato il movente sessuale, «ovviamente riconducibile alla sola persona di Michele Misseri il quale ha escluso che la figlia fosse venuta a conoscenza dell’episodio, unico, in cui aveva toccato i glutei della nipote». Il tribunale del Riesame quindi cambia il punto del movente dell’omicidio di Sarah tanto che riporta nelle motivazioni affermazioni dell’amica di Sabrina, Stefania De Luca: «In qualche circostanza ricordo che Sabrina ha manifestato il suo disagio perchè si sentiva eccessivamente robusta e poteva non piacere ad Ivano, che preferiva la cugina». È ormai scontata invece l’uscita a breve dal carcere per Michele Misseri. L’uomo potrebbe scontare i domiciliari in un convento, secondo quanto anticipato dal suo legale.