La Ue: «A Napoli come 2 anni fa»

Due anni dopo la fine dell’emergenza rifiuti in Campania «la situazione non è molto diversa. I rifiuti sono per le strade, non c’è ancora un piano di trattamento e gestione della differenziata». È bastato fare un giro per la città al capo degli ispettori Ue, Pia Bucella, da ieri a Napoli per fare il punto sulla gestione del ciclo dei rifiuti nella regione, per arrivare alla drammatica conclusione. La Corte di giustizia europea ha già condannato l’Italia per aver violato le regole comunitarie. Ma il capoluogo partenopeo è ancora sommerso dai rifiuti. Ieri mattina lungo le strade c’erano 2900 tonnellate e ogni giorno è sempre peggio. In questo scenario non è mai arrivato al Quirinale il nuovo decreto legge sui rifiuti che aveva ricevutoil vialibera dal Consiglio dei ministri il 18 novembre. «La Presidenza della Repubblica – scrive in una nota il Quirinale – non ha ricevuto e non ha quindi potuto esaminare il testo del decreto-legge sulla raccolta dei rifiuti e la realizzazione di termovalorizzatori in Campania. Il capo dello Stato si riserva pertanto ogni valutazione sui contenuti quando gli verranno trasmessi». Quel decreto tra l’altro contiene la cancellazione delle discariche di Cava Vitiello, Andretta, Serre. Mentre a Cava Sari si continuanoa portare i rifiuti. Ieri due manifestanti sono finiti sotto un autocompattatore.