Napoli le vie dei rifiuti

Oramai sono ovunque. Davanti agli uffici, alle chiese, alle scuole. Rifiuti. Immondizia maleodorante. Sacchetti che il maltempo e la giacenza di giorni ha finito per rompere, rovesciandone il contenuto. Emblematica l’immagine di una strada ai Quartieri Spagnoli: centro metri ricoperti dai rifiuti che bloccavano persino l’ingresso del plesso. Urlano le madri della scuola elementare Paisiello: «O si leva dalle strade la spazzatura, o non manderemo i nostri figli a scuola. Piazza Montecalvario è invasa dai rifiuti». Ieri mattina, le tonnellate a Napoli erano 3000 e la situazione potrebbe nettamente peggiorare: se non si riuscirà a conferire, oggi si arriverà ad una quantità di 3600 tonnellate di immondizia non raccolta. E domani saranno più di 4300. Nel centro storico, come nei quartieri Posillipo e Chiaia, la scena non cambia: cumuli, enormi, dovunque. L’assessore all’Igiene, Giacomelli, parla di una «situazione molto, molto grave». «Al momento da parte degli organi preposti, vale a dire l’Asl e l’Arpac, non è pervenuta alcuna comunicazione relativa a casi di emergenza sanitaria – spiega – ma è un dato che, se non saranno previsti nuovi conferimenti, l’immondizia resterà in strada». A lanciare l’allarme sanitario Maria Triassi (del Dipartimento di Igiene della Federico II) e Andrea Simonetti, entrambi membri della Società italiana d’Igiene: «C’è un pericolo igienico-sanitario che può trasformarsi in un serio rischio per la salute – affermano -. Napoli versa in una condizione grave». Determinanti l’assenza di discariche – a Napoli c’è solo quella di Chiaiano dove il conferimento è di circa 700 tonnellate al giorno – e la saturazione degli impianti Stir di Giugliano e Tufino. Uno spiraglio da Qualiano: in un terreno appartenuto alla camorra troveranno spazio un centro di stoccaggio rifiuti e un deposito di mezzi sequestrati e vi lavoreranno giovani disoccupati.