Casini apre «a un governo d’armistizio » Gelo della Lega

Dopo gli annunci del ministro delle Pari opportunità Mara Carfagna di voler lasciare incarico e partito il giorno la fiducia al governo e gli insulti alla Mussolini – «a Napoli le chiamano vajasse» -, amovimentare la politica ci ha pensato ieri Pierferdinando Casini. Sabato Emma Marcegaglia aveva invitato l’Udc a riflettere su un eventuale entrata nel governo. Menodi 24 ore dopo, il leader centrista raccoglie l’invito e torna a parlare di un coinvolgimento in un Berlusconi-bis per «un governo di armistizio ». Ma i paletti che Casini mette per chiedere «un cambiamento vero perché non ci piace la Lega e non ci fidiamo delle promesse di Berlusconi» provocano la reazione tiepida del Pdl. E il gelo della Lega: «Il governo di armistizio non so cosa sia, per me chi vince governa, chi perde sta all’opposizione», taglia corto il ministro dell’Interno Maroni. Che ripete il refrain leghista: il 14 dicembre «senza una maggioranza ampia si deve andare a votare. Non voglio fare la fine di Prodi». Mentre apre alla maggioranza, l’ex presidente della Camera si allontana dal Pd: «Non fa le scelte che deve fare – sottolinea Casini – dovrebbe avere il coraggio di scindere, di rompere i rapporti con questa sinistra estrema». Il “pragmatismo” democristiano di Casini piace al vicepresidente Pdl Osvaldo Napoli chevede nellaproposta «l’unica via per mettere carburante alla legislatura altrimenti destinata al naufragio causato da Fini». Intanto, il presidente della Ferrari Luca Cordero di Montezemolo conferma che per ora non scende in politica, non vuole elezioni anticipate anche se legge l’attuale situazione come la fine di un ciclo: «Il governo? Un cinepanettone, leggo ormai i titoli di coda». Anche il segretario del Pd Pierluigi Bersani insiste sulla necessità di una stagione nuova: «È incredibile che la discussione politica – afferma senza citare Casini – giri intorno a piccole tattiche di sopravvivenza e non intorno alle sfide cruciali dell’Italia».