Carfagna: «Mi dimetto» Berlusconi: ci penso io

Dopo le accuse di intelligenza col nemico (Bocchino) la Carfagna minaccia di lasciare il governo e il PdL: «Non è più il partito di Berlusconi, ma quello di Verdini, La Russa e Cosentino». Ieri pomeriggio, dagli ambienti del centrodestra trapela la notizia di eventuali dimissioni del ministro delle Pari Opportunità, Mara Carfagna, dal governo e dal PdL. Una fuoriuscita che sarebbe prevista all’indomani del voto per la fiducia del 14 dicembre. Indiscrezione che non è stata nè confermata nè smentita da Mara Carfagna. Da qualche giorno, la Carfagna è al centro di polemiche alimentate dagli stessi compagni di partito. In parlamento, il ministro è stato bersaglio di attacchi da parte di Ciriello, Lehner, Mussolini e Pepe. Sotto accusa il dialogo ancora vivo tra il ministro e il colonnello finiano, Italo Bocchino. Gli attacchi, infatti, parlano di un possibile e prossimo passaggio della Carfagna dal PdL a Fli. Immediato l’intervento di Berlusconi che da Lisbona dove è atterrato per partecipare ad un vertice della Nato, ha subito telefonato alla Carfagna discutendo con lei per un’ora rassicurandola sul suo sostegno e su quello del partito. Pronta la solidarietà dei ministri Gelmini, Frattini, La Russa e Prestigiacomo che all’unisono hanno intimato: “Basta col fuoco amico su Mara. E’ il momento dell’unità”. Mentre per la Mussolini quella del ministro sarebbe “una drammatizzazione inopportuna”.