Iovine tradito dalla voglia di roccobabà

Iovine tradito da un dolce, ma non uno qualsiasi bensì il roccobabà, a base di crema e cioccolato fondente, tipico di Casal di Principe. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori della polizia, lunedì sera, era stata intercettata una telefonata in cui veniva chiesto all’interlocutore l’acquisto di un roccobabà di cui, sembra, Antonio Iovine ne andasse pazzo. Sarebbe stato questo l’indizio che avrebbe indotto gli 007 della Mobile di Napoli a sospettare che in quella villetta di proprietà della famiglia Borrata (in via Cavour, alla periferia di Casal di Principe) ci fosse il boss. Un elemento che si aggiungeva ad un altro: la sera stessa era stata notata Benedetta Borrata, figlia diciannovenne di Marco, 43 anni, arrestato per procurata inosservanza della pena, alla guida della sua auto, accompagnare un uomo a casa sua, dopo averlo prelevato da un altro posto, sicuramente, il secondo covo del capo dei Casalesi. La donna, unitamente alla madre Rosa Cantiello, infatti, da qualche mese, si erano prese l’impegno di svolgere le faccende domestiche, di assicurare il cibo al superlatitante. La posizione delle due è ora al vaglio degli inquirenti. Come ha raccontato ai giornalisti Vittorio Pisani, capo della Mobile, alla presenza del questore Santi Giuffré anche un’altra circostanza aveva fatto ritenere che Iovine fosse in quella casa: il giorno dopo, la villetta era divenuta off limits per tutti gli altri parenti dei Borrata, famiglia dedita ad ospitare i più famosi latitanti.