Campania, 150 milioni per liberarsi dai rifiuti

L’emergenza rifiuti in Campania ha raggiunto il picco più alto. I sacchi della spazzatura hanno raggiunto l’ingresso di Villa Rosebery, residenza napoletana del presidente della Repubblica. Così ieri il Consiglio dei ministri è tornato a varare un nuovo decreto, ma stavolta per la razionalizzazione dello smaltimento dei rifiuti e non come due anni fa per l’emergenza. Il testo non è definitivo e potrebbe subire modifiche prima della pubblicazione in Gazzetta ufficiale. In sostanza, il governo ha assegnato alla Regione Campania 150 milioni dei fondi Fas regionali per assicurare la gestione del ciclo rifiuti, anche attraverso l’adozione di «misure che prevedono poteri sostitutivi» nei confronti di quegli enti inadempienti, e per incrementare la raccolta differenziata, che nella provincia napoletana non ha mai superato l’8 per cento. Sono state anche cancellate dalla legge 123 del 2008 la discarica di Valle della Masseria a Serre (Salerno), ormai satura, e di Andretta (Avellino). E pure la contestatissima Cava Vitiello a Terzigno (Napoli), che si trova nel Parco nazionale del Vesuvio vicino a Cava Sari, chiusa nei giorni scorsi dal sindaco di Boscoreale Langella dopo la diffusione dei dati Arpat sull’inquinamento delle falde acquifere, piene di metalli pesanti e sostanze cancerogene. Per lo stesso motivo il sindaco di Terzigno Aurucchio ha ordinato lo stop agli autocompattatori, e per questo da ieri è indagato. Con il decreto infine viene affidata al presidente della Campania la responsabilità dei nuovi termovalorizzatori con “procedure semplificate”. Impianti che non vedranno la luce prima di 5 anni. In serata la Lega ha posto un freno a possibili “emigrazioni” di rifiuti campani in altre regioni.