Harry Potter, sangue e sesso

Solitudine, disperazione, morte. Un rapido accenno al sesso. E sangue, mai così presente nei primi sei capitoli della saga, che scorre dalle ferite dei ragazzini-eroi. A nove anni da Harry Potter e la pietra filosofale, primo capitolo dell’epopea tratta dai romanzi di J.K.Rowling, il mago dagli occhiali rotondi torna oggi al cinema per la penultima volta con Harry Potter e i doni della morte. Che il target non sia più quello dei bambini è evidente fin dai primi minuti del film, 36 dei quali già piratati su internet (la Warner indaga), aperto da una macabra tortura e chiuso da un’epica scena a prova di fazzoletto. Resa inevitabile anche dall’età dei protagonisti, con Radcliffe-Potter e Watson-Hermione ormai ventenni e smaliziati, la virata al dark ha portato qualche polemica e molta fortuna alla saga, che a differenza di quanto accaduto a epopee fantasy come La bussola d’oro (stroncata dal botteghino al primo film) ha continuato a incassare raggiungendo in dieci anni quasi 5 miliardi, più del record di Guerre Stellari. Al timone di Harry Potter e i doni della morte c’è ancora il regista David Yates, assunto per 10 milioni di dollari nel 2007 e autore del traghettamento del mago all’età adulta. A lui è toccato sdoganare i primi baci, quello di Harry Potter ne L’ordine della fenice e quello di Hermione ne Il principe Mezzosangue, nelle sue mani sono arrivate le prime morti eccellenti, tra cui quella del mago-mentore Albus Silente, e le prime polemiche. Come nel 2009, quando il sesto film della saga finì nel mirino delle associazioni dei genitori perché accusato di offrire «un messaggio sbagliato ai bambini» per via di alcune sequenze con Potter e gli amici alle prese con l’alcool. Invariato ne I doni della morte il cast del film, funestato negli anni da dolorose perdite: dalla morte nel 2002 del 72enne Richard Harris a quella nel 2009 di Robert Knox, accoltellato a 18 anni in un pub inglese, fino al licenziamento dopo un arresto per droga del 19enne Jamie Waylett. Disciplinato e lontano dagli scandali, Daniel Radcliffe intanto si prepara ad appendere la bacchetta al chiodo nell’ultimo Potter, in sala dal 15 luglio 2011: «So che molta gente mi vedrà sempre come Harry. Fisicamente sono destinato a cambiare e spero che questo mi aiuti a dissociarmi da lui. Ma non lo rinnegherò mai, mi ha dato un’enorme opportunità».