Auto, niente incentivi

Scajola: aiuti ad altri settori. Fiat giù in borsa. Per Termini futuro «elettrico». Niente aiuti statali, ma interventi mirati all’innovazione e alla ricerca. Per il 2010 gli incentivi per l’auto si allontanano. Il ministro dello Sviluppo Scajola si fa portavoce delle idee che circolano in Europa e da San Sebastian, sede di un vertice informale dei ministri dell’Industria sul futuro dell’auto elettrica, annuncia: «Qui prevale la tesi di uscire dal sistema di incentivi». Resta la necessità «di dare certezze, altrimenti i consumi frenano. Occorre sostenere altri settori che hanno bisogno di essere spinti». Una exit strategy per abbandonare la politica degli aiuti. Questo l’orientamento dei ministri riuniti nel capoluogo basco. Anche Scajola ora dice di no, ma la strada verso una decisione sarebbe ancora lunga. Oggi la questione arriva in Consiglio dei ministri: uno dei nodi da sciogliere è quello delle risorse. Poi la palla passerà di nuovo all’Europa. I ministri si rivedranno il 19 febbraio a Bruxelles per concertare un indirizzo univoco sul tema. Variegate le reazioni al no agli aiuti. Il titolo Fiat ha perso il 2,53%, l’Unrae ha giudicato «gravissime» le parole del ministro, mentre si levano voci preoccupate per le entrate erariali. «Senza gli incentivi il mercato scenderebbe in Italia a 1,75 milioni di immatricolazioni e il gettito Iva subirebbe un calo di 1,2 miliardi», spiega il Centro Studi Promotor. A San Sebastian si è parlato anche del futuro di Termini Imerese: «L’unica soluzione possibile» è l’auto elettrica». Continuano, intanto, i guai della Toyota. La casa ha ritirato altre 430mila vetture, questa volta ibride: 2.500 Prius solo in Italia.