«Con i clan viviamo meglio»

Una Campania dalle due facce, che racconta storie diverse e contrastanti. Da un lato la Regione rappresentata dai cittadini che plaudono alle forze dell’ordine che hanno catturato dopo 14 anni di latitanza Antonio Iovine ‘o ninno. Dall’altro la Campania di Casal di Principe (area che ha dato il nome al famigerato clan), che appare quasi dispiaciuta per l’arresto del boss: «Non c’è nulla da festeggiare, a noi non ha fatto nulla di male, ci dispiace per l’arresto». E’ questa l’opinione dei più. Tra i tanti volti anonimi anche chi ammette: «Quando qui comandava la camorra si viveva meglio, c’era più lavoro». Come dire: «L’arresto di Iovine ci ha rovinato ancora di più». Pochi chilometri, a San Cipriano D’Aversa la figlia di ‘o Ninno’, Filomena, 23 anni, studentessa in Farmacia si affaccia al balcone di casa per difendere il padre: «E’ innocente, non è un boss. Ieri l’ho abbracciato. Mi ha detto di continuare a studiare e lo farò perché lo studio è la cosa più importante». Dal carcere Iovine dice: «Non sono il boss che dice la televisione». Indispettito il sindaco, Pasquale Martinelli: «Il solito luogo comune, qui siamo in 21mila e mica siamo tutti camorristi». Il parroco della chiesa del Santissimo Salvatore, don Carlo Aversano, va oltre: «Lo Stato, qui, è arrivato in ritardo. Serve una svolta, serve il lavoro». Arrabbiati i giovani: «Abbiamo studiato,ma non riusciamo a trovare lavoro perché ci portiamo dietro il “marchio” di essere nati a Casal di Principe». Ieri pomeriggio a Napoli sono arrivati i ministri dell’Interno, Roberto Maroni, e il ministro della Giustizia Angelino Alfano. «E’ la dimostrazione che la mafia si combatte con i fatti» – dice Maroni. Gli fa eco Alfano: «L’arresto di Iovine è un gol inflitto all’antistato, ma la grisi di può frenare la lotta alle mafie». Infine il procuratore aggiunto e coordinatore della Direzione distrettuale antimafia Federico Cafiero de Raho. «Sono convinto che i latitanti verranno a breve arrestati tutti». Poi chiosa: «Ci aspettiamo che le difficoltà operative nelle quali operiamo possano essere sostenute da segnali».