La Gelmini lancia la scuola a premi

La meritocrazia sale in cattedra: se la scuola ha in conti in rosso ecco i fondi per i più bravi. Dal ministro Gelmini in arrivo la 14ª per i docenti più volenterosi, mentre le scuole migliori riceveranno premi ad hoc. Per la titolare di viale Trastevere si tratta di un “giorno storico”, ma tra i sindacati è bufera. L’iniziativa ministeriale destinata ai docenti partirà da quest’anno in via sperimentale in venti istituti di Torino e Napoli: in ogni scuola ci sarà un «nucleo» di valutazione composto dal preside, da due professori e dal presidente del consiglio di istituto, dovrà considerare il curriculum dei docenti ma anche il giudizio di genitori e studenti. Il premio consiste in uno stipendio in più l’anno, per un triennio intero. La gara tra gli istituti più efficienti invece si svolgerà tra le scuole medie di Pisa e Siracusa e valuterà, anche tramite i test Invalsi, l’apprendimento degli studenti nell’arco del triennio: un team di osservatori esterni stilerà una graduatoria regionale per assegnare premi fino a 70mila euro. I progetti, finanziati da una parte del 30% della razionalizzazione della spesa, sono stati illustrati ieri dalla Gelmini ad una calda platea di sindacati: «Finalmente – ha detto il ministro – si inizia a valutare i professori e le scuole su base meritocratica, non sono soldi legati solo all’anzianità di carriera che comunque sono stati garantiti». Soddisfatti solo in parte i rappresentanti di categoria: «La buona notizia è che gli scatti di anzianità sono salvi, almeno per il 2011 – ha dichiarato Domenico Pantaleo, segretario della Flc Cgil- la non-notizia invece riguarda la carriera: manca il progetto culturale di fondo e soprattutto non c’è la scuola. Con meno ore, classi sovraffollate, precariato, pochi soldi per il funzionamento ordinario: su cosa si cimenterà la professionalità del docente?».