Un’autorete salva l’Italia

Spesso si invoca un rinnovamento della nazionale italiana, ma se questo non avviene mai fino in fondo è anche perché le nuove leve non sembrano all’altezza dei superstiti di Berlino 2006. L’amichevole contro la Romania è servita a Prandelli per vedere all’opera esordienti come Diamanti, Ledesma, Ranocchia e Balzaretti, e giocatori che in azzurro mancavano da un po’ come Balotelli, Aquilani e Santon. Il risultato non è stato all’altezza delle aspettative: l’Italia ha faticato moltissimo a costruire gioco ed è sembrata piuttosto fragile in difesa, specie sulla corsia di Balzaretti. A Klagenfurt, in uno stadio semivuoto in cui si sono sentiti nitidissimi i ‘buh’ razzisti riservati da un centinaio di idioti a Balotelli (autori anche di uno striscione contro la nazionale multietnica), una Romania con più voglia di correre ha messo a nudo i limiti di una formazione fin troppo sperimentale. Il primo tempo dei nostri, in particolare, è stato alquanto deprimente. Nessuna traccia dell’entusiasmo chiesto da Prandelli, idee confuse e nessun guizzo da parte degli uomini più talentuosi. Balotelli ha dato segni di vita solo al 45’ (spunto sulla sinistra e rasoterra parato da Pantilmon), ma a quel punto gli azzurri erano già sotto da dieci minuti, puniti da un tocco ravvicinato di Marica dopo un’azione insistita in area di rigore. Qualcosa di meglio si è visto nella ripresa, anche grazie all’ingresso di “senatori” come Pirlo, De Rossi e Gilardino. Al centravanti viola è stato (giustamente) annullato un gol per fuorigioco dopo 3’, mentre il pareggio finale è arrivato grazie a una carambola tra Marica e Quagliarella, subentrato a Balotelli dopo un’ora. Cattive notizie per Prandelli, che a fine gara ha puntato l’indice contro la scarsa personalità di molti nuovi innesti, ma anche per Benitez e Ranieri: sia Chivu che De Rossi, infatti, hanno lasciato il campo anzitempo per infortuni muscolari.