Verdone compie 60 anni

Carlo Verdone arriva alla sua 60ma candelina portandosi dietro un carico di caratteri costruiti in più di 30 anni di brillante carriera. “Sono sempre andato di pari passo con la mia maschera che cambia: certo non ho più il volto di 20 anni fa, ma non ho perso mai l’ironia e autoironia che caratterizza tutti i miei film”. Il suo miglior nemico è il tempo, che passa e invoglia alla nostalgia. Chissà se oggi, a sessant’anni, Carlo Verdone rifarebbe Grande, grosso e Verdone, Zora la vampira, Gallo Cedrone. Sappiamo che invece non boccia C’era un cinese in coma. Se ne assume la responsabilità. Ma anche rispulciando le collezioni di Alberto Sordi si scivola in un Nestore o in un Tassinaro di troppo. I buchi neri, in una carriera di 35 anni, ci stanno. Ma con Verdone, ci stanno centinaia di gag che ci ripetiamo la sera con gli amici: «Aoh, nu’ ne di’ più», «Ma John Wayne era frocio?», «Magari me venisse l’Aids, c’ore so’? E dieci e mezza? A mezzogiorno e mezza l’ho sventrata». «A Se’ come so’ st’olive?» «Greche». «Te sfonni, io m’abbrucio»… Ci vorrebbe un inserto, al quale, naturalmente, contribuirebbero i grandi artisti che lo hanno accompagnato e che Verdone ha esaltato, da Mario Brega alla sora Lella, Angelo Infanti, Eleonora Giorgi, Claudia Gerini. Senza considerare il suo mentore, Alberto Sordi, Albertone.