Crisi, si apre il mese decisivo

Si aprono i giorni decisivi per il futuro del Governo Berlusconi, il cui D-day è fissato per il 14 dicembre. Il giorno prima ci sarà il dibattito in Parlamento, poi toccherà a Camera e Senato decidere il futuro della legislatura. È questo l’esito che emerge dai colloqui tra Schifani, Fini e Napolitano, avvenuto ieri pomeriggio e durato più di un’ora. Il tutto mentre continuavano, senza fine, le polemiche inerenti a "Vieni via con me", il programma di Fazio e Saviano che anche lunedì ha registrato il record di ascolti, facendo infuriare il ministro Maroni, il quale ha chiesto «immediata replica, altrimenti intervenga il Quirinale». Fini e Schifani, come detto, hanno incontrato Napolitano e con lui, oltre a concordare i tempi della crisi, hanno deciso che il Senato concluderà l’esame della legge di stabilità entro la prima decade di dicembre. «Nei tempi definiti nelle competenti sedi delle Conferenze dei capigruppo – fa sapere il Quirinale – si procederà all’esame della crisi politica, culminata nella presentazione alla Camera di una mozione di sfiducia al Governo e nella richiesta del presidente del Consiglio di rendere comunicazioni al Senato e alla Camera». Sempre il 14 dicembre, potrebbe arrivare anche la pronuncia della Corte costituzionale sulla legge sul legittimo impedimento, che di fatto ha portato alla sospensione dei processi che coinvolgono il presidente del Consiglio. «Il Governo – ha commentato il segretario del Pd, Bersani – si è voluto prendere 15 giorni di troppo traccheggiando e facendo melina sulla legge di stabilità». Il leader dell’Idv, Antonio Di Pietro considera «scontata e corretta» la decisione di calendarizzare la fiducia dopo l’approvazione della finanziaria. «Dobbiamo completare il ciclo e questa legge, anche se noi non la voteremo, deve essere approvata per dare la possibilità all’amministrazione di andare avanti.