Caos Democratici lascia anche Penati

Le primarie milanesi vinte da Giuliano Pisapia non smettono di creare turbolenze e malumori all’interno del Partito Democratico. Ieri a rimettere l’incarico è stato Filippo Penati, capo della segreteria politica di Pier Luigi Bersani. In una lettera ha spiegato di aver ritenuto «necessaria un’assunzione di responsabilità». Un passo indietro, dunque, che non significa per Penati una resa in vista delle elezioni comunali della prossima primavera. Al contrario, l’ex presidente della Provincia crede che «con Giuliano Pisapia si possa vincere». Respinte, invece, le dimissioni di Pierfrancesco Majorino che è stato riconfermato capogruppo del Pd a palazzo Marino. Lo ha deciso il gruppo nella riunione che ha preceduto il consiglio comunale. Ieri comunque tutto il Pd lombardo ha dichiarato fedeltà a Pisapia, dicendosi pronto a sostenerlo nella corsa alla poltrona di sindaco contro la Moratti. Se da una parte le acque nel Pd sono piuttosto agitate, sulla sponda Pdl si seguono con apprensione gli sviluppi della vicenda Albertini. L’ex sindaco ieri ha incontrato Gianfranco Fini, Pier Ferdinando Casini e Francesco Rutelli. Con loro potrebbe nascere il cosiddetto terzo polo in grado di drenare voti a Letizia Moratti, ricandidata domenica da Silvio Berlusconi per Palazzo Marino, e fare breccia nell’elettorato cattolico del centrosinistra che non si riconosce in Pisapia. Sulle reali intenzioni di Albertini e dei partiti che lo sosterranno se ne saprà di più nei prossimi giorni. L’agenda, d’altronde, è già ricca di appuntamenti: il 20 novembre a Milano si aprirà l’assemblea nazionale dell’Udc, il 27 ci sarà l’atteso incontro Un nuovo polo per le riforme con Luca Cordero di Montezemolo.