L’eredità pesante di Ballerini Di Rocco pensa a Bettini ct

Il mondo del ciclismo è scioccato dalla tragica scomparsa di Franco Ballerini. Ieri, presso l’ospedale di Pistoia, è avvenuta l’autopsia, effettuata però solo attraverso un esame esterno del corpo del ct, che è stato poi trasportato a Casalguidi, dove è stata allestita la camera ardente e dove oggi, alle 15, si celebreranno i funerali. Sono tante le persone che hanno voluto omaggiare Franco e l’atmosfera è stata resa commovente dalla proiezione della foto della sua ultima Roubaix vinta, nel 2001. Accanto al dolore della moglie c’è quello diPaolo Bettini: «Dopo la morte di mio fratello Sauro, Franco mi rimise in strada. Che posso dire di più. Non posso più parlare». A rendere chiaro il vuoto lasciato bastano le paroledi Renato Di Rocco, presidente della Federciclismo: «La morte di Franco Ballerini lascia un vuoto immane dal punto di vista tecnico e umano. Io ho perso un amico, un figlio, una persona di famiglia. Morire a 45 anni è una grande crudeltà. Era un professionista eccelso ma rimaneva umile: si preparava per un anno in vista di una gara di 7 ore». Ora per la squadra azzurra si apre la questione della successione, argomento di cui il presidente non vuole parlare, ma su cui sono stati fatte già delle ipotesi: in pole position parte proprio Bettini, ma sono stati fatti i nomi di Davide Cassani e di Maurizio Fondriest. Intanto Alessandro Ciardi, pilota della Clio di cui Ballerini era navigatore, risulta indagato dalla Procura di Pistoia, ma si tratta di un atto dovuto: «Non mi ricordo niente dell’incidente – racconta Ciardi, ricoverato in ospedale con varie fratture – ho soltanto saputo che Franco è morto. Al pronto soccorso qualcuno me l’ha detto».