Maroni: «Saviano ci infama»

Non basta il nuovo record di ascolti a placare la bufera su Vieni via con me. Il programma di Fazio e Saviano incassa un’audience smisurata (9 milioni di telespettatori, il 30% di share) ma deve fare i conti con una nuova polemica, dopo quella per l’invito a Fini e Bersani. Il nuovo affondo è del ministro dell’Interno, Roberto Maroni, infuriato per le parole pronunciate da Roberto Saviano che nel suo monologo ha parlato di rapporti tra la ‘ndrangheta e la Lega al nord. Parole che Maroni giudica «infamanti», aggiungendo: «Se la Rai mi impedirà di replicare, giro la questione al Capo dello Stato». Il titolare del Viminale ha poi scritto ai vertici della Rai e ai presidenti di Camera e Senato, e alla commissione di Vigilanza che ha deciso di ascoltare il Cda e il presidente Garimberti e che affronterà la questione anche in una successiva seduta con il direttore generale Masi. Per il ministro dell’Interno, le affermazioni dell’autore di Gomorra sono «totalmente prive di fondamento, gravemente offensive e diffamatorie» nei confronti della Lega. Saviano replica dicendosi «stupito e allarmato». E precisa di essersi solo limitato a «raccontare» i fatti, chiedendosi quale programma abbia visto Maroni. E Loris Mazzetti, capostruttura Rai 3 respinge la richiesta di una replica: «Se abbiamo insultato qualcuno o detto cose non vere, c’è sempre la magistratura a cui rivolgersi». Poi però arriva una proposta di mediazione: un intervento di Maroni nella trasmissione attraverso un video registrato o una lettera. Anche la politica si schiera, come da copione: la maggioranza difende il ministro, mentre l’opposizione esprime solidarietà a Saviano.