Timbravano il cartellino ma non erano al lavoro: arrestati 24 dottori

In Puglia le liste d’attesa hanno dimensioni bibliche, con tempi che vanno dai 18 mesi per una mammografia ai 14 per una visita cardiologica. Ad allungarle ulteriormente, nell’Asl di Brindisi, ci pensavano diversi medici, infermieri, tecnici di radiologia e impiegati. Tutti assenteisti. L’obiettivo comune era dirottare più pazienti possibili nelle cliniche private dove molti dei medici furbetti prestavano servizio. Ieri in ventiquattro sono finiti agli arresti domiciliari dopo un’indagine condotta dei carabinieri del Nas di Taranto. Una telecamera nascosta, infatti, ha «pizzicato» per settimane i dipendenti mentre arrivavano in via Dalmazia, dove ha sede il più grosso presidio sanitario della città, timbravano il cartellino e andavano via. Chi a fare la spesa al supermercato, chi ad accompagnare i figli a scuola, molti in strutture mediche private per svolgere la libera professione nonostante alcuni percepissero dall’Asl uno stipendio di 12.500 euro al mese. Estiamo parlando dei più zelanti, visto che tanti altri a timbrare il badge non ci andavano nemmeno lasciando l’incombenza all’impiegato di turno. Gli arrestati insieme ad altri 45 indagati, di cui otto immediatamente sospesi dai pubblici uffici, sono tutti accusati di truffa aggravata e continuata ai danni del Servizio sanitario nazionale. Un comportamento, ha spiegato il procuratore capo di Brindisi Marco Di Napoli, dalle conseguenze gravissime per la salute dei pazienti e le casse pubbliche. «L’elusione delle richieste di esami diagnostici in tempi ragionevoli», spiega Di Napoli, «si è riflessa sull’efficienza del presidio pubblico con incidenze finanziarie sulle casse pubbliche e con aggravi economiciperi singoli cittadini». A innescare l’indagine sono state le lamentele dei cittadini costretti ad attese lunghissime per ottenere una visita.