«Duecento milioni e vendo»

Sono giorni senza pace questi per la Samp di Garrone che, orfana di Cassano, non sa più segnare e vincere. Non solo. A rendere ancora più agitate le acque già molto mosse dalla vicenda di Fantantonio, si sono aggiunti i fischi di Marassi alla squadra e la contestazione di una parte della tribuna a Garrone. Ieri un amareggiato presidente, a margine di una manifestazione organizzata al teatro Regio di Parma, è tornato sull’argomento gelando i tifosi e pure il tecnico Di Carlo con una frase ai limiti della provocazione: «Se trovo qualcuno che mi dà duecento milioni di euro per la Samp, la cedo subito. L’avevo presa solo per rimediare a un tradimento, così posso praticare la caccia, che mi diverte di più del calcio». Non solo: «I fischi – aggiunge – sono meritati tranne che per Curci e la contestazione nei miei confronti è stata fatta dai soliti maleducati. Cassano? Non torno indietro perché ho ricevuto dei valori dalla mia famiglia e per difendersi, a volte, si dicono della bugie». Quello blucerchiato è un ambiente condizionato dalla vicenda Cassano per tanti motivi. Il gol non arriva e adesso una parte dei tifosi incomincia a chiedere il ritorno del barese, anche se ormai il divorzio sembra scritto: «Non dobbiamo parlarne su disposizione della società, ma ovviamente è un giocatore di qualità importante. Comunque qualche problema a fare gol l’abbiamo avuto anche con lui in campo. E’ un giocatore affidabile sul campo, conosciamo un po’ il suo carattere fuori. Nella Samp può fare la differenza, ma ci sono delle regole e bisogna prendersi delle responsabilità», ha spiegato ieri il tecnico blucerchiato Di Carlo. E sulla mancanza di gol, l’allenatore ha spiegato: «Gli attaccanti vivono per il gol e a Pazzini gira un po’ al contrario. Deve continuare la lavorare per la squadra, perché solo così può ritrovare continuità sotto porta» E sugli obiettivi della sua squadra, il mister della Samp spiega: «Dobbiamo e vogliamo rimanere aggrappati ad un gruppetto di otto-nove squadre come il Palermo. Ci sono momenti in cui manca brillantezza, ma la squadra c’è. Non siamo fortunati negli episodi». La situazione è difficile e la trasferta di domenica a Lecce è diventata all’improvviso molto delicata.