Galliani incorona Ibra: «È un guerriero»

Galliani è entusiasta: «Ibra sa trascinare lo spogliatoio. Capisco perché con lui le altre squadre vincono tanto». Il giorno dopo la sua faccia è ovunque, sembra un manifesto elettorale e se lo fosse, forse, ci sarebbe scritto: “Abituato a comandare”. Già, perché Ibra è uno che sa cosa vuol dire stare in testa alle truppe, è uno che quando si piazza sotto la curva nerazzurra, sua fino a poco più di un anno fa, braccia aperte e sguardo fisso, fa capire che è una statua chiamata rimpianto. Per tutti coloro che se lo sono goduto è questo, l’uomo del destino sparito dietro una curva troppo stretta. Galliani, il giorno dopo, lo esalta. «Ibra è un guerriero e sa trascinare lo spogliatoio –afferma il numero due di via Turati -. Non so cosa accadrà al Milan, ma ho capito perché con lui Inter, Juventus e Ajax hanno vinto tanti scudetti». Amore vero e grande, scoppiato quasi subito e cresciuto gol dopo gol. Il Milan e Zlatan, la coppia del momento. Un Ibra diverso, però, da quello che ha stregato altri popoli. Quello rossonero è un giocatore completo, a tutto campo e senza fronzoli. Ibracadabra sì, ma con un’attenzione diversa a ciò che serve.