Stalking Hunziker, assolto perchè incapace di intedere e volere

To stalk in inglese significa “caccia in appostamento”, “caccia furtiva”, “pedinamento furtivo”,“avvicinarsi furtivamente”,“avvicinarsi di soppiatto” (a selvaggina o nemici). Ovvio che chi lo fa non può avere tutti i venerdì. Ovvio per tutti, tranne che per il giudice che ha assolto Fabrizio Piga. Il persecutore cagliaritano trentenne per 24 mesi non ha fatto altro che tormentare la showgirl Michelle Hunziker. Ma innocentemente. Il fissato, dice infatti il giudice, non ha colpa. Il poverino è malato: soffre di un disturbo bipolare con manifestazioni psicotiche, di tipo narcisistico e ossessivo. Ha tirato fuori il certificato medico. Per questo è entrato in fissa con Michelle, telefonandole, mandandole messaggini, arrivando perfino alla guardia del corpo, ogni giorno, ogni notte, a ogni ora. Proprio come uno stalker fatto e finito, insomma. Proprio come uno stalker ma lui -a differenza del migliaio di stalker arrestato ogni anno incapace di intendere e di volere. A differenza degli altri stalker, evidentemente più capaci d’intendere di lui, e fissati sì ma fissati sani, Piga non andrà in galera, e nemmeno all’ospedale psichiatrico. Insomma, da oggi è beato a casa sua, in via dei matti numero zero, con il suo disturbo bipolare con manifestazioni psicotiche, di tipo narcisistico e ossessivo. E stiamo tutti tranquilli. Michelle si deve rassegnare al tormento. Forse farà fatica a prendere sonno pensando a quanti episodi di stalking, almeno il dieci per cento, vanno a finire male, molto male per la vittima. All’obitorio, perfino. Fatti suoi: la legge che tutela i perseguitati, con lei non vale. Capirà, la Hunziker, di essere più sfortunata di altre. Da quando è entrata in vigore, nel febbraio 2009 a oggi, la norma anti stalking ha funzionato in parecchi casi. Potrà consolarsi però, la nostra, pensando di non essere l’unica ad aver reagito male alle “attenzioni” di un uomo. Per l’80 percento dei casi di stalking, infatti, le vittime sono donne. Le quali, settanta volte su cento, perdono qualche venerdì pure loro: a causa delle persecuzioni le vittime vanno in ansia, insonnia e possono arrivare all’orlo del suicidio. Come lei, però, poche hanno il coraggio di denunciare: appena il 17 percento. E vista la sentenza a favore del cagliaritano, vai a dar loro torto.