«Sconvolti dalla follia omicida»

Monte di Procida sotto choc dopo la morte della piccola Sofia, sgozzata a 2 mesi. Lo zio assassino soffriva di psicosi bipolare. Imedici: gesto inspiegabile. In paese Antonio Raffaele, Lello, lo conoscono tutti. E lo descrivono così: solitario, educato, tranquillo. Normale. Certo – raccontano – «ha un pò di problemi con la testa. Ma non hai fatto mai male a nessuno». Ed è per questo che ieri Monte di Procida, nonostante il bel sole, si è risvegliata al buio. Perchè che proprio Raffaele fosse capace di uccidere la piccola Sofia, la sua nipotina di soli due mesi, nessuno se lo aspettava. Sgozzata. E a non aspettarselo erano anche i medici che avevano in cura Lello. Soffriva di psicosi bipolare ma «non c’è stato un allarme non ascoltato». Forse – ipotizzano – l’uso di droga può aver aggravato la situazione. Domenica sera Lello Spinelli, 29 anni, era in casa con la mamma, Regina, e la piccola. Sua sorella era uscita insieme con il compagno. Non era certo la prima volta che lasciava lì Sofia. La bimba era in braccio alla nonna, in cucina. Lello l’ha voluta tenere lui; Sofia ha iniziato a piangere ed è stato allora che ha preso un coltello e l’ha colpita alla gola. Poi, l’ha poggiata sul lavello ed è scappato nel bagno, al piano superiore. I carabinieri lo hanno trovato lì, in stato confusionale. L’ultima volta che era andato all’Unità operativa di salute mentale di Pozzuoli era stato lo scorso 28 ottobre. Il giorno prima c’era stata una segnalazione: aveva dato uno schiaffo al cognato.