«Fernando ha perso non per colpa sua»

In Formula 1 i processi cominciano non appena la bandiera a scacchi smette di sventolare. La Ferrari si sente tradita dalla specialità in cui si credeva più forte. Così nel giorno del quasi annunciato e poi mancato trionfo della Ferrari ad Abu Dhabi, sul banco degli imputati sale la strategia. Il processo comincia con un’assoluzione: «Sono orgoglioso di questa Ferrari: abbiamo perso all’ultima gara per pochi punti (4, ndr), quando forse eravamo convinti di non perdere e questo fa più male – spiega il presidente della Ferrari, Luca di Montezemolo – Alonso è un pilota fortissimo e se oggi non ha vinto il Mondiale non è per colpa sua». E di chi, allora? Andrea Stella, ingegnere di pista del Cavallino, ammette: «Fernando meritava un supporto migliore, ha guidato da grande per tutta la stagione. Non abbiamo risposto nella maniera giusta» al pit stop della Red Bull di Webber, che tanto somigliava ad un’esca a cui la Ferrari ha abboccato, facendo compiere poco dopo la sosta anche ad Alonso. L’asturiano non sembra avere responsabilità, dunque. Ma è colpa della strategia se lo spagnolo sulla Ferrari, nella gara che valeva il Mondiale, non è riuscito a superare Vitaly Petrov su Renault? Lui nasconde la delusione e se la cava così: «Petrov? Abbiamo visto in lui un’aggressività mai vista prima in tutto il campionato.Questo è lo sport, ci proveremo più forte l’anno prossimo. Abbiamo avuto problemi con le gomme morbide, e con le dure è difficile girare dietro a un’altra macchina». Felipe Massa, ferrarista, evanescente nelle retrovie per tutta la gara, commenta serafico: «Ci dovevamo fermare dopo. La Red Bull poteva vincere il titolo a metà stagione, ma ha sbagliato tanto. Oggi la nostra strategia non è stata perfetta».