Reparti maternità, è scure Uno su tre sarà cancellato

Siamo in tempi di tagli e per nascere bisognerà fare qualche chilometro in più. Nella riforma della sanità promossa da Ferruccio Fazio c’è un capitolo dedicato ai reparti maternità degli ospedali, che, una volta approvata la legge, saranno tagliati di un terzo. Dai 559 presenti sul territorio italiani ne chiuderanno 159, ovvero quelli dove si effettuano meno di 500 parti l’anno. Nel documento presentato dal ministro alla Conferenza Stato-Regioni nei giorni scorsi, i piccoli centri confluiranno in quelli più grandi, ovvero quelli con più di mille parti l’anno e assistenza 24 ore su 24. La riforma prevede tagli più drastici nel Mezzogiorno, in particolare in Calabria, Sicilia e Campania. L’annuncio è stato dato dal ministro della Salute al congresso della società italiana di ginecologia a Milano: «Dobbiamo razionalizzare i parti in Italia», ha spiegato Fazio, che ha concluso con una rassicurazione: «Non è che si chiude dall’oggi al domani». La novità è stata elogiata dai medici: «E’ una rivoluzione copernicana – spiega Giorgio Vittorini, presidente della Società di ginecologia – ci sarà un sistema più adatto alle esigenze delle madri di oggi, garantendo un più alto standard qualitativo». «Dimentichiamo – prosegue Vittorini – la politica del punto nascita sotto casa. Dobbiamo accorpare e razionalizzare le migliori risorse – ha concluso – senza imporlo per decreto, ma sedendoci attorno a un tavolo». Parole di apprezzamento arrivano anche dall’Osservatorio sulla salute della donna: «Aumenta la sicurezza per le madri e per i nascituri» spiega la presidente Francesca Merzagora.