«Elezioni soltanto alla Camera»

«Avrò la fiducia in entrambi i rami del Parlamento». Ma «se così non fosse credo che si andrà di nuovo a votare, ma solo per la Camera». Il premier alza il tiro e, intervenendo alla convention milanese del Pdl, disegna uno scenario anomalo per il futuro del governo. Comunque, nonostante il ventilato ottimismo, Berlusconi non riesce a mascherare la sua irritazione quando parla di tv – «quella pubblica è indegna» – e di giornali, invitando come al solito a non leggerli. Le previsioni rosee del Cavaliere si scontrano con i numeri. Soprattutto per la Camera, dove a Pdl e Lega mancherebbero 7 deputati per raggiungere i 316 voti necessari a far passare la fiducia. E lo scioglimento di una sola Camera, mai verificatosi in Italia per motivi politici, è un ipotesi che lascia perplessi gli stessi costituzionalisti. Difficile capire cosa abbia in testa il Cavaliere. Secondo i finiani quello di Berlusconi è «solo un escamotage per tranquillizzare quei senatori pronti a sostenere un percorso di responsabilità che eviti al Paese l’ennesima campagna elettorale». Il Pd ricorda che «anche Prodi ebbe la sfiducia in una sola Camera ma si andò ad elezioni per entrambe». E Casini parla di rispetto delle regole: «C’è una mozione già presentata alla Camera e per un criterio minimale di correttezza istituzionale, bisogna partire da lì per un dibattito che io mi auguro sfoci nelle dimissioni di Berlusconi». I fedelissimi del premier difendono l’ipotesi di scioglimento di un solo ramo del Parlamento: «Sarebbe più logico di un governo tecnico» dice La Russa. L’unico che non crede alla crisi è Bossi: «Berlusconi vuole andare al voto, perciò gioca al ribasso. Io giocherei al rialzo». Il Senatur però ritiene che Fini non sia contrario a Berlusconi premier. Eppure oggi è il giorno in cui Fli dovrebbe proprio annunciare l’uscita dal governo.