E Sabrina resta in prigione

Nel giorno in cui il Tribunale del Riesame ha respinto la richiesta di scarcerazione avanzata dai suoi legali, dalla Procura diTaranto filtrano altri particolari che inguaiano Sabrina Misseri. A rivelarli è il padre Michele nell’interrogatorio del 5 novembre scorso. Sabrina non aveva paura che si scoprisse la sua partecipazione all’omicidio e alla domanda specifica del pm il contadino risponde: «Sai cosa diceva a me? Papà è troppo bravo, non lascia piste. Ma il cellulare l’ho portato con me». Poi, dopo il ritrovamento del cellulare di Sarah il 29 settembre, Sabrina dice: «Speriamo che il cellulare risulti da 45 giorni là, sennò siamo tutti fregati», intendendo per «là» il terreno dove zio Michele aveva bruciato le stoppie. Sono anche questi i gravi indizi di colpevolezza che hanno spinto i giudici del Riesame a decidere che Sabrina dovrà restare in carcere. Lei nella cella singola dove è rinchiusa piange a dirotto, maledice il padre che «mi ha incastrata», fuma nervosamente. Ma ai suoi legali che vanno a trovarla annuncia che non ha nessuna intenzione di mollare: «Sono innocente» spiega, «lo proverò fino alla fine». Anche gli agenti che la sorvegliano a vista da ieri sono aumentati da 3 a 5. Le motivazioni dei giudici si conosceranno solo fra qualche giorno. «Dopo di che», annuncia Vito Russo, uno dei due avvocati della ragazza, «valuteremo se ci sono gli estremi per un ricorso in Cassazione ». A nulla sono valse le 19 eccezioni sollevate dalla difesa di Sabrina, tra cui quella che nell’interrogatorio del 5 novembre a «imbeccare » il suo accusatore, Michele Misseri, sia stata la consulente tecnica di parte, la criminologa Roberta Bruzzone, che secondo i legali non aveva titolo a presenziare. La decisione del Riesame irrompe in un’Avetrana distratta, quasi apatica. «Ce lo aspettavamo. Che devo dire?», sussurra al citofono la madre di Sabrina, Cosima Serrano. Pochi metri più in là, anche Concetta rompe il silenzio: «Se è colpevole resti dentro. Per lei non provo odio ma solo tanta pena». Liala, l’amica d’infanzia di Sabrina che abita a pochi metri da via Deledda, tempo fa aveva detto: «Lei non vedeva mai la luce in fondo al tunnel, era una pessimista inguaribile». Chissà se è così anche stavolta…